| City Hunter è stato il nostro primo vero cosplay di
gruppo. L'idea è nata da me e Valentina, come un costume alternativo, ma
lentamente si sono uniti gli altri , poiché guidati da una passione
comune per quello che allora era uno dei più seguiti cartoni animati in
tv. Beh, stiamo parlando del lontano 1999. Ci siamo divertiti moltissimo a
lavorarci, anche perché da tempo ci eravamo calati nella parte. Ecco un
breve racconto di come vivemmo i preparativi del cosplay.
Durante una serata da Valentina per lavorare al costume
io e Gianluca, all'epoca molto uniti, ci divertimmo ad
impersonare i nostri rispettivi personaggi, improvvisando con abiti presenti in
casa. Gianluca portò con se un modello di pistola della 357 magnum ed io
la indossai con l'apposita fondina comprata per l'arma vera. Da qui provammo
anzitempo le scenette: mitiche furono l'interpretazione di Jeff tra i fornelli
ed io con le riviste di biancheria in mano. I giorni trascorsero veloci e si
unirono al gruppo diversi amici. Per ottenere quanta più somiglianza
servirono alcune parti di abiti e scarpe da comprare, oltre al realizzare armi,
cartelli e volantini dell'agenzia XYZ. Un nostro amico
costruì il bazooka di Falcon da un grosso tubo da idraulica, preso in
prestito da lavori in corso abbandonati, mentre armi giocattolo cominciarono a
fare bella mostra di sé. Per la prima volta nel gruppo venne realizzata
una giacca cucita interamente a mano, un prototipo comunque ben riuscito e che
conservo ancora. Tutti gli abiti richiesero modifiche particolari e rifiniture
dettagliate, un lavoro decisamente impegnativo, visibile solamente ad occhi
esperti. Non è stato affatto un costume improvvisato. Per completare il lavoro
abbiamo poi tagliato i capelli e curato ogni più insignificante dettaglio.
In quel periodo stavamo sempre insieme e ricordiamo a volte con
nostalgia quegli amici che poi si sono persi col tempo. Gli anni passano
però per tutti e le persone o la passione si attenuano col tempo,
lasciando però il posto ad altri nuovi amici. Il lavoro non pesò
affatto agli sfaccendai come noi e durante esso uscivamo, giocavamo a Magic o
con la Playstation (Tina invece si impegnava). Da allora cominciò la
nostra vera e propria entrata nei "miti" del cosplay romano, seguiti
da nuove promesse che si ispirarono a questi ed altri nostri costumi
successivi.
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