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Questo è stato
uno splendido cosplay nato dall'idea delle persone più affiatate del
gruppo e che poi estesero la cosa agli altri per fare qualcosa di grandioso in
un modo mai tentato prima. Come detto nella sezione delle foto delle fiere il
successo fu tale che venne poi copiato, senza giustamente incontrare lo stesso
successo. I cosplayers di solito non si rendono conto che un successo è
tale non solo per chi crea per primo un costume, ma anche per l'anno in cui va
di moda. Eccovi il nostro breve racconto.
L'estate antecedente alla fiera giocammo a questo
splendido gioco per molti giorni e così, in autunno, nasce l'idea di
realizzarlo. Come sempre i dettagli e i costumi dovevano essere fatti con lo
stesso stampo per essere credibili, quindi lavorai subito alle armi e
così alcuni miei compagni. Ci unimmo poi a quelli che a suo tempo
consideravamo amici per lavorare su una stessa idea e non entrare in
competizione, ma chiaramente la cosa, seppur poco tempo dopo la fiera, non
funzionò e ci furono dei problemi. Realizzammo il ballo, una scena di
combattimento e gag che poi "ispirarono" altri ragazzi, ma dal
momento che il palco era piccolo non si poteva certo fare. Comunque tra un
compromesso e l'altro (quanto fu dura la prima volta un cosplay così
numeroso), ci sentimmo molto affiatati e se così si può dire
ancora più amici. I più in gamba e nella parte fummo io, Roberto,
Valentina, Alessandro, Alessio e Caterina, molti dei quali non solo
erano fedeli all'originale, ma provvisti di pozioni, bracciali, gioielli o nel
caso di Valentina una somiglianza perfetta in entrambe i costumi, beh
anche la squadra di Laguna non era male. L'aneddoto più divertente che
ricordo è stata la fuga di Marco, nei panni del chokobo, dal gatto che
lo inseguiva per mordere le sue zampe di peluche.
Un lavoro speciale che
merita di essere ricordato è stato quello di dipingere a mano le
spalline di Squall da parte di Valentina, così come il disegno sulla
gunblade ed altri dettagli, inoltre ricordiamo Kiros tutto colorato come un
indiano, scambiato poi per una statua in fiera da un bambino. Questa esperienza
ci ha insegnato a credere in noi e nel nostro speciale spirito di squadra negli
anni che seguirono. |