Making di Final Fantasy 8
 
The making of Final Fantasy 8

Questo è stato uno splendido cosplay nato dall'idea delle persone più affiatate del gruppo e che poi estesero la cosa agli altri per fare qualcosa di grandioso in un modo mai tentato prima. Come detto nella sezione delle foto delle fiere il successo fu tale che venne poi copiato, senza giustamente incontrare lo stesso successo. I cosplayers di solito non si rendono conto che un successo è tale non solo per chi crea per primo un costume, ma anche per l'anno in cui va di moda. Eccovi il nostro breve racconto.


La mia GunbladeL'estate antecedente alla fiera giocammo a questo splendido gioco per molti giorni e così, in autunno, nasce l'idea di realizzarlo. Come sempre i dettagli e i costumi dovevano essere fatti con lo stesso stampo per essere credibili, quindi lavorai subito alle armi e così alcuni miei compagni. Ci unimmo poi a quelli che a suo tempo consideravamo amici per lavorare su una stessa idea e non entrare in competizione, ma chiaramente la cosa, seppur poco tempo dopo la fiera, non funzionò e ci furono dei problemi. Realizzammo il ballo, una scena di combattimento e gag che poi "ispirarono" altri ragazzi, ma dal momento che il palco era piccolo non si poteva certo fare. Comunque tra un compromesso e l'altro (quanto fu dura la prima volta un cosplay così numeroso), ci sentimmo molto affiatati e se così si può dire ancora più amici. I più in gamba e nella parte fummo io, Roberto, Valentina, Alessandro, Alessio e Caterina, molti dei quali non solo erano fedeli all'originale, ma provvisti di pozioni, bracciali, gioielli o nel caso di Valentina una somiglianza perfetta in entrambe i costumi, beh anche la squadra di Laguna non era male. L'aneddoto più divertente che ricordo è stata la fuga di Marco, nei panni del chokobo, dal gatto che lo inseguiva per mordere le sue zampe di peluche.

Un lavoro speciale che merita di essere ricordato è stato quello di dipingere a mano le spalline di Squall da parte di Valentina, così come il disegno sulla gunblade ed altri dettagli, inoltre ricordiamo Kiros tutto colorato come un indiano, scambiato poi per una statua in fiera da un bambino. Questa esperienza ci ha insegnato a credere in noi e nel nostro speciale spirito di squadra negli anni che seguirono.

 
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