|
Quasi
simultaneamente al gruppo di Metal Gear si sviluppa l'idea di allargare quello
di Resident Evil 1, realizzato mesi prima, con i personaggi del 2 e del 3.
Appassionati del videogioco nel suo terzo capitolo io e Roberto decidiamo di
fare i mercenari dell'Umbrella e da qui comincia il nostro lavoro.
In un cosplay di questo tipo i particolari
devono essere molto fedeli in quanto all'occhio inesperto dell'osservatore
sembrerebbe un vestito semplice. Dal punto di vista economico la spesa si fa
subito alta. Acquistiamo gli anfibi dello stesso modello procurandoci in un
secondo momento il gilet grigio da usare per la parte sopra. Il risultato
è eccellente così come per le armi successive. Vabbè lo
ammetto, il fucile di Liquid è in realtà quello di Carlos
realizzato però per entrambe. Il lavoro più complicato è
stato per il simbolo sulla schiena. Partendo da un'immagine sfocata di un
centimetro recuperato da internet ho ridisegnato in scala tutto il disegno,
tagliato poi in panno lenci (si scrive così? Boh?) in proporzione al
gioco e alla nostra corporatura.
Adesso è il momento di
fare i dettagli: le fondine e gli oggetti secondari. Le prime comprendono
un'imbottitura e cinghie di nylon, oltre a piccole borse da cintura, poi ci
viene un'idea e la realizziamo subito. Quando si termina il videogames è
possibile giocare con i mercenari in un survivor contro i mostri. In base al
mercenario scelto ci sono extra come polveri e spray medici, coltello e
munizioni. Ognuno di noi ha fatto questi dettagli. Io avevo anche proiettili
veri, chiaramente scaricati e inoffensivi, oltre alla polvere medica che ha
richiesto due filtri di tè e uno di camomilla per ottenere la massa ed
il colore simile. Al pc abbiamo persino fatto l'etichetta dello spray medico.
Successivamente costruii anche il gatling gun, un lavoro di grande effetto ed
ingegneria (anche se sono perito industriale soltanto) costato 3 lunghi mesi di
lavoro per la seguente fiera di Roma.
Gli ultimi particolari erano
i tesserini dell'Umbrella inventati e realizzati al pc, poi continuare a
giocare per entrare nella parte e fomentarci un po'. A tal proposito
infatti c'è da dire che oltre ad essere stati i primi cosplayers romani
siamo stati i primi a studiare il personaggio per come egli è. E' vero
che i gruppi si presentano con scenette e battute, ma noi studiamo da sempre
espressioni, modo di camminare o particolari della personalità in cui ci
caliamo durante la fiera. In Final Fantasy 10 vi racconterò un aneddoto
a riguardo. Oltre a lanciare questa moda poi abbiamo anche fatto per primi
più cosplay nella stessa fiera ed emulati da altri gruppi, probabilmente
per rivalità. La storia però non finisce qui e a nostra insaputa, oltre che a
sorpresa, durante la fiera ecco unirsi a noi Valentina e gli altri nei panni di Ada, Zombie e la dottoressa che li ha
creati (o meglio truccati come tali), un lavoro davvero d'effetto e che
è piaciuto al pubblico. Nel nostro gruppo capitano sorprese di questo
tipo, poiché ci sono persone molto speciali che sanno regalare un
sorriso a chi vogliono bene.
|