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E' l'anno
di Yu Yu Hakusho così decidiamo di fare questo costume. Nato da un'idea
comune ci ispira anche e soprattutto per le uniformi scolastiche che sono un
po' la fissa di molti ragazzi. Il cosplay è difficile e per pochi,
così ci limitiamo a poche persone. Ecco la storia del lavoro di quei
giorni.
Il costume si basa su particolari uniformi
scolastiche, i colori relativi alla stoffa adatta sono difficili
da trovare, ma con un po' d'impegno ce la facciamo. La seconda scontata
tappa è il costo, ma come ben sapete non ci facciamo tali problemi. E
così si comincia il lavoro che procede subito speditamente. Un nostro
amico nel mentre rifiuta il ruolo del piccolo Enma e ciò apre le porte
ad un'idea che in fiera si rivela un successo: facciamo un pupazzo con tanto di
vestito e ciuccio, che tra l'altro procede bene. Alessandro intanto si ammala e
per la prima volta ci troviamo ad una fiera senza di lui. Passata la prima
tappa ci aspetta la difficile prova dei gadget "A Robbè, che se
inventamo per la spada ed il raggio astrale?" "Boh?!". La
soluzione giunge subito e si lavora la carta pesta, per noi è stato il
primo esperimento. Anni prima Actarus ci insegnò il metodo professionale
e così eccoci nel laboratorio segreto a strappare decine di giornali e
farli macerare in una sorta di calderone. Manca lo scheletro che sostenga le
armi e con chiodi e tubi di plastica rimediamo al problema. Dopo la lunga
asciugatura le armi divengono vere, non so se avete lavorato mai la carta pesta
ma se ben fatta è dura come il legno (quando me lo dissero a me non
volevo crederci), così via a sudare sette camicie a rifinirla. Un tocco
di colori per modellismo ed il gioco è fatto. Costruito il remo in legno
concludiamo la seconda parte decisiva. I dettagli non sono però
terminati e si passa al momento più brutto: l'incontro col
barbiere.
Roberto si è fatto crescere per mesi
il ciuffo soffrendo le pene dell'inferno per il fastidio a pettinarlo, ma il
risultato con un po' di gel è stupefacente: è uguale a
Kuwabara, cosa che in fiera desterà un notevole successo. Io mi taglio
parecchio i capelli, ma a parte questo non ho di certo quattordici anni,
vabbè, il costume è comunque perfetto. Manca soltanto Kurama e
stavolta dobbiamo rassegnarci: dobbiamo prendere una parrucca (che brutte le
parrucche!). Una nostra amica è parrucchiera e la taglia sul povero
Roberto che ancora una volta fa da cavia. Raccolgo poi i ciuffi che riempiono
le zone con meno capelli. Anche se la somiglianza è buona ci dispiace
che solo il giorno prima c'era al negozio una parrucca migliore, poi
venduta.
Finiamo ben presto il
lavoro, non ci sono intoppi o aneddoti da ricordare oltre, tranne che ci siamo
divertiti molto come sempre durante il lavoro. Da quel giorno Valentina ha
imparato a fare i completi, cosa che poi ci è tornata utile in cosplay
successivi. A proposito, scusateci se la musica non è quella del cartone
animato ma è un piccolo omaggio al sito precedente che l'aveva come
sottofondo.
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