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La fiera di Roma basata
sul fumetto esiste da circa dieci anni, ma il cosplay è nato e si
è sviluppato a Lucca. Diffusa la moda dei manga intorno al 1991 con
testate pubblicate dalla Granada Press e successivamente da Japan Magazine il
pubblico italiano ha cominciato ad entrare nell'idea di impersonare gli eroi
dell'animazione giapponese. Il primo cosplay romano però non è
stato di questa natura, ma americano. Intorno al 1995 (non ricordo la data
precisa della fiera) uno stand di fumetti ha pensato di fare pubblicità
ricorrendo ad un ragazzo-immagine vestito da Superman che consegnava i
volantini ai visitatori. Originale e inusuale per allora giunse poi l'idea di
fare un costume anche in altri stand a partire dalla successiva fiera e poi
anche in centri di ristoro per bambini. Il primo ragazzo autodidatta si
vestì da Robin nel 1996. Nel '97 il boom delle serie nipponiche prende
il sopravvento e storie come Evangelion o Ranma sono le più apprezzate.
In stand di appassionati come i Mangaloidi (che realizzavano da soli bellissimi
gadget con soggetti di cartoni animati) si possono ammirare i primi costumi
Jap, denominati solo anni dopo col termine più diffuso di
"cosplay". Lo stesso anno per lavorare ad uno stand Valentina
presentò Asuka ed io Wataru, cosa che coinvolse molto gli acquirenti,
anche se fu una nostra iniziativa. Una piccola curiosità: lo stand in
questione era lo stesso di Superman. Nel mentre gruppi improvvisati, poi
scomparsi, vestirono i panni di tanti eroi dell'animazione. Vista la
pubblicità inserirono così la clausola che chi entrava in costume
aveva diritto all'ingresso omaggio. Questo si rivelò poi un problema in
quanto all'ingresso non c'era certo un appassionato di manga, ma un
normalissimo dipendente e così negli anni successivi la selezione fu
ristretta alle maschere più originali. Il 1998 è il primo vero
anno del cosplay romano in quanto ora i ragazzi che si presentavano in cosplay
erano decisamente tanti e appassionati (non per entrare gratis), mentre nel
1999 nascono le prime associazioni. Il resto è storia di
oggi. |